In questo sito potrebbero essere utilizzati cookie di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di questi cookie. CHIUDI - LEGGI DI PIÙ
Studio Associato
Commercialiste Querci Dragotto
Ci impegniamo a fondo per rendere i tuoi adempimenti fiscali più chiari e lasciarti dedicare a ciò che ami maggiormente

Leggi di più

IL BLOG DELLO STUDIO ASSOCIATO QUERCI DRAGOTTO


Regime forfettario


venerdì 19 gennaio 2018
.

Regime Forfettario

Il regime forfettario è un regime di vantaggio introdotto nel 2014 e riservato alle Partite IVA che guadagnano fino a 15 mila euro lordi l’anno per i professionisti e 40 mila euro per i commercianti. Soglie che poi sono state modificate con la nuova Legge di Stabilità 2016.

L’aliquota prevista dal nuovo regime dei minimi è un’imposta forfettaria pari al 15% e senza limiti di età e di permanenza, che scende per 3 anni (dal 2016 invece gli anni sono 5) al 10% per le nuove start up.

Inoltre, è previsto per chi accede un regime agevolato contributivo INPS, gli è consentito avere collaboratori, purché non si sostengano spese oltre i 5.000 euro lordi, esclusione dagli studi di settore, dalla tenuta contabile.

 


Regime forfettario novità:

Con l’entrata in vigore della scorsa Legge di Stabilità, hanno preso il via numerose ed importanti novità circa i requisiti regime forfetario, modificando di fatto l’articolo 9 della passata Legge Finanziaria.

Tale articolo, infatti, aveva previsto oltre l’introduzione del regime forfettario, anche una serie di requisiti e condizioni che limitavano molto la possibilità per i titolari di Partita IVA di accedere al regime. Tra tali condizioni, c’era la soglia dei ricavi calcolata sulla base dei coefficienti di redditività che per i professionisti era stata fissata sotto i 15000 euro e 40 mila euro per i commercianti.

Ora tutto questo è cambiato per effetto della precedente Legge di Stabilità, che ha previsto che dal 1° gennaio 2016, l’aumento le soglie dei ricavi fino a 30000 euro per i professionisti e + 10000 euro per tutte le medie e piccole imprese, per cui se per i commercianti prima il limite era di 40mila ora diventa 50mila euro.

Oltre a questa novità, che facilita e amplia la platea dei beneficiari, è stata prevista un’altra novità, ossia, la possibilità che dipendenti e pensionati di accedere al regime forfettario nel caso in cui svolgano un’attività in proprio, a patto però che il loro reddito non superi la soglia dei 30 mila euro.

Riguardo invece le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni).

 

Regime forfettario 2018 requisiti e condizioni di accesso:

A) Possono accedere al regime agevolato forfetario se nell’anno precedente:

1) Non hanno conseguito ricavi o compensi non superiori ai limiti presenti nell’allegato Legge si Stabilità, ossia, diversi a seconda del Codice Ateco dell’attività esercitata.

2) Non hanno sostenuto spese sopra ai 5.000 euro lordi di lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti e collaboratori anche se assunti a progetto ivi comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati e le spese per prestazioni di lavoro.

3) Se il costo lordo dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera 20.000 euro. Nel calcolo di tale limite vanno inseriti:

I beni in locazione finanziaria, ossia, il costo pagato dal concedente;

Per i beni in locazione, noleggio comodato entro i limiti determinato ai sensi dell’articolo 9 del TUIR.

Beni promiscui detenuti dall’impresa, arte o professione e per uso personale e familiare, i quali concorrono per il 50%.

Non rientrano nel calcolo i beni il cui costo unitario non è superiore al limite fissato ai sensi dagli articoli 54 comma 2 e 102 comma 5 del TUIR e i beni immobili acquisiti o utilizzati per l’esercizio dell’impresa, arte o professione.

B) Limiti Ricavi e compensi per l’accesso al regime agevolato:

1) ai fini di individuazione del limite dei ricavi e compensi, non rientrano quelli derivanti dall’adeguamento agli studi di settore.

2) Nel caso di esercizio di due attività con due differenti codici ATECO, il limite dei ricavi viene determinato sull’attività che ha generato più ricavi e compensi.

3) I limiti ricavi erano tra 15.000 euro e 40 mila euro mentre il compenso era fino a 15.000 euro lordi. Tale limite, è stato modificato dalla Legge di Stabilità 2016 per professionisti la soglia ricavi sale a 30mila euro e per le medie e piccole imprese a +10mila Euro.

C) Sono esclusi dal regime forfetario:

Le persone fisiche che si avvalgono dei regimi speciali IVA o regimi forfetari per la determinazione del reddito.

I soggetti non residenti, fatta eccezione di chi risiede in uno stato membro dell’unione Europea che assicuri uno scambio di informazioni e che producano in Italia almeno il 75% del reddito.

I soggetti che effettuano cessioni in via esclusiva o prevalente di fabbricati, terreni edificabili, mezzi di trasporto nuovi.

Gli autonomi professionisti o esercenti arti o attività di impresa che partecipano contemporaneamente a società di persone o associazioni.

 

 

Come si calcola il reddito nel regime forfettario?

Il calcolo per la determinazione della base imponibile per i contribuenti nel regime forfetario si effettua applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO assegnato all’attività.

ricavi e compensi relativi al reddito nel regime forfetario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto di imposta, a tal fine i contribuenti rilasciano apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito è soggetto ad imposta sostituiva. Le eventuali perdite avute dal contribuente nell’anno precedente, possono essere calcolate in diminuzione del reddito.

 

Tassazione forfettari 2018 al 15% e riduzione al 5% per 5 anni:

Tassazione forfettari 2018 al 15 e al 5%: Al reddito imponibile dei contribuenti nel regime forfetario si applica un’imposta sostitutiva sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e IRAP pari al 15%.

Riduzione di un terzo aliquota sostitutiva start up: Al fine di favorire le nuove imprese per il primo anno e per i successivi 4 anni, il reddito così determinato, è ridotto di un terzo, ossia, al 5% per 5 anni, a condizione che:

1) il contribuente non abbia esercitato nei 5 anni precedenti all’inizio dell’attività attività di impresa, arte o professione.

2) L’attività non sia la mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta, a meno che non rientri nella pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

3) nel caso in cui l’attività venga proseguita da un altro soggetto svolta in precedenza, l’ammontare dei ricavi e compensi realizzati nell’anno precedente non sia oltre i limiti fissati per l’accesso al regime forfettario 2018 start up.

 

Regime forfettario 2018 Inps contributi: domanda di riduzione

Regime forfetario 2018 riduzione contributi INPS: i contribuenti nel regime forfettario che svolgono attività di impresa hanno la possibilità di accedere al regime dei contributi INPS al 35% purché inviino specifica comunicazione all’Istituto.

In base alle novità introdotte dalla circolare Inps n.22 del 31 gennaio 2017, la domanda riduzione contributi Inps per i forfettari, non deve essere più presentata ogni anno entro il 28 febbraio ma è sufficiente aver ottenuto la riduzione nell’anno precedente.

In pratica, è stato modificato il meccanismo per il riconoscimento dell’agevolazione contributiva:

chi ha già presentato la domanda nell’anno precedente: non deve presentare alcuna domanda ma solo se i requisiti non sono variati;

per chi deve presentare la domanda per la prima volta nel 2018, deve inviare la comunicazione all’Inps immediatamente;

chi ha aperto una nuova attività nel 2017, deve provvedere alla domanda entro il 28 febbraio 2018.

Regime forfettario contributi INPS agevolati 2018 a chi spetta?

Possono accedere al regime dei contributi INPS agevolati ridotti del 35% i titolari di partita IVA nel regime forfettario che:

svolgono attività d’impresa;

devono iscriversi obbligatoriamente alla gestione s INPS artigiani e commercianti.

Non possono accedere al regime dei contributi INPS agevolati ridotti del 35% i contribuenti nel regime forfettario che:

svolgono attività professionali non soggette all’iscrizione obbligatoria alla Camera di Commercio e né alla cassa professionale;

hanno l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS professionisti senza cassa.

Ricordiamo inoltre che per le comunicazioni presentate oltre il termine, le agevolazioni contributive partono dal successivo anno.



Lascia un commento


Autorizzo ai sensi del Regolamento UE n. 679/2016 il trattamento dei miei dati personali

* Campi obbligatori
ATTENZIONE: per evitare la pubblicazione di messaggi indesiderati, ogni commento verrà sottoposto ad approvazione.


Home page Lo studio Dove Siamo Consulenze Blog Scadenze Contatti Link

Seguici su:


Disclaimers

I servizi offerti dal sito "studiocommercialistiquercidragotto.it" sono completamente gratuiti e sono controllati con la massima accuratezza possibile; tuttavia lo studio associato Querci Dragotto, titolare del sito, declina ogni responsabilità per le conseguenze che possano essere arrecate agli utenti da possibili malfunzionamenti e per i danni o la perdita di profitti che ne possano derivare - condizioni d'utilizzo.

ATTENZIONE: in nessun caso i servizi contenuti in questo sito internet potranno sostituire la consulenza del vostro studio commercialistico di fiducia!

Sito aggiornato al 21/03/2019
Sito ideato e sviluppato da Stefano Riggio di C.I.R.R.