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La nuova imposta sostitutiva per i nuovi residenti


venerdì 15 dicembre 2017
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La nuova imposta sostitutiva per i nuovi residenti

 

Il regime da segnalare è rivolto alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia.

Il regime per l’Italia è innovativo, ed è già operativo in altri paesi europei.

Quanto previsto dalla norma (Art. 24 bis del TUIR) è rivolto alle persone fisiche che decidono di trasferire la propria residenza in Italia e che abbiano avuto la residenza all’estero per un tempo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti quello di inizio di validità dell’opzione.

 

Nota bene

 

Il nuovo regime è rivolto esclusivamente alle persone fisiche che non abbiano avuto la residenza fiscale in Italia, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del Tuir, per almeno nove dei dieci periodi d’imposta precedenti all’inizio di validità dell’opzione. La residenza  presuppone la permanenza effettiva in Italia per almeno 183 gg. o 184 se si tratta di anno bisestile.

I neo residenti possono optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef sui redditi realizzati all’estero, stabilita forfettariamente nella misura di 100mila euro per ciascun periodo d’imposta in cui è valevole l’opzione e applicabile ai redditi prodotti in tutti i paesi o solo in alcuni, a seconda della scelta operata dal beneficiario.

 

Redditi interessati

 

Sono soggetti all’imposta sostitutiva i soli redditi prodotti all’estero, così come individuati dall’articolo 165, comma 2, del Tuir. Tutti i redditi realizzati in Italia dai neo residenti saranno, invece, tassati in base alle disposizioni ordinarie applicate ai residenti.

L’opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i soggetti hanno trasferito la loro residenza fiscale in Italia (o nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo) e ha una durata massima di quindici anni. È prevista la possibilità di estendere l’opzione a uno o più familiari se anch’essi trasferiscono la residenza fiscale in Italia, per loro l’imposta scende a 25.000,00 euro.

Il contribuente potenziale beneficiario ha la facoltà di presentare preventivamente una istanza di interpello probatorio per ottenere una risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla sussistenza delle condizioni richieste dalla legge per l’accesso al regime

Non rientrano nel regime i seguenti redditi prodotti all’estero: le plusvalenze realizzate nei primi cinque anni dal trasferimento della residenza in Italia, da cessione di partecipazioni qualificate in soggetti esteri; i redditi prodotti in Paesi che il contribuente intende escludere; qualsiasi reddito prodotto in Italia.

Emerge quindi che la convenienza per il regime speciale varia secondo la tipologia del reddito e si ottiene solo oltre certe soglie reddituali. Possiamo quindi dire, a titolo esemplificativo che, nel caso di plusvalenze e utili da partecipazioni (qualificate oltre i cinque anni e non qualificate), il punto di pareggio è sui 380-390 mila euro. La soglia sale verso i 630 mila euro per i redditi da locazione immobiliare. Quindi, in generale, l’insieme dei redditi, prodotti all’estero e rientranti nella norma devono superare almeno  i 400 mila euro.



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